isola dell' Asinara

La storia

L'Asinara è la quinta isola più grande d'Italia (escluse Sardegna e Sicilia).
E' caratterizzata da una forma stretta ed allungata, ricca di insenature naturali che le conferiscono un aspetto "sinuoso". Da qui deriva una delle tante ipotesi del nome Asinara (Sinuaria).
L'Isola ha una situazione storica, ambientale e giuridica singolare. La sua storia ha inizio con l'Età Neolitica di cui ancora oggi sono presenti le tracce di questo passato con le "Domus de Janas" (casa delle fate) di Campu Perdu.
E' stata il primo lazzaretto del Regno d'Italia, campo di prigionia durante la I Guerra Mondiale ed il principale supercarcere d'Italia durante il periodo delle Brigate Rosse degli anni '70 e nella lotta contro la mafia sino all'istituzione del Parco nel 1997. L'isolamento, durato oltre un secolo, ha prodotto la nascita del fascino e del mistero dell'Isola e contemporaneamente una straordinaria conservazione, rendendola un patrimonio unico e di inestimabile valore di livello Mondiale.

Il parco nazionale e l'area marina protetta

Nel 1997 viene istituito il Parco Nazionale dell'Asinara e sucessivamente l'Area Marina Protetta. Il Parco viene suddiviso nelle varie zone di protezione sia a terra che a mare. L'asinara diventa a tutti gli effetti un'oasi naturalistica con un territorio vastissimo (52 Km quadrati) e a tutti gli effetti una delle isole a maggior tutela ambientale del Mediterraneo. Si continua così a preservare quell'incredibile integrità floro-faunistica lasciata dai più di 100 anni  di isolamento.

I borghi

Cala d'Oliva
Arrivando da Cala Reale, il borgo di Cala d'Oliva appare quasi all'improvviso con l'aspetto di un piccolo paese costiero. La sua caratteristica principale è il colore bianco delle case. Si nota subito che gli edifici nella parte bassa del borgo (zona vecchia) sono edifici bassi ad uno o due piani ed invece nella parte più alta è caratterizzata da volumetrie più importanti, come la casa del Direttore, gli ex uffici della Direzione del carcere, l'ex Caserma Agenti, l'officina, la falegnameria, il Bunker, il mattatoio, il caseificio e l'edificio della ex Diramazione Centrale, oggi Centro Visite e di Educazione Ambientale.
Le maggior parte delle case sono separate da viottoli pavimentati in pietra; ai lati della via centrale vi sono due file di edifici a schiera che si estendono verso la piazzetta con la chiesetta. La sua architettura senza tempo ne fà di Cala d'Oliva un vero gioiello del Mediterraneo.
La Reale
Porta centrale dell'isola, un tempo Quest'area fu abitati dagli antichi abitanti dell'isola  e successivamente all'espropriazione fu realizzato il primo  lazzaretto  del regno d'Italia con il compito di accogliere gli equipaggi delle navi colpite da malattie infettive  . Ancora oggi sono presenti sia le doccie che i vari periodi di quarantena oltre all'ospedaletto. utilizzata anche in epoca carceraria  oggi ospita gli uffici del parco  e del ministero dell'ambiente.
L'impatto all'arrivo è suggestivo con il palazzo che domina alle spalle del lungo molo di granito collegato da una imponente scalinata.nella struttura Dietro il palazzo  ci sono  sia il centro informazioni che la sede della guardia medica. La strada si biforca in due , verso nord per Cala D'Oliva e verso sud  in direzione Fornelli.
Fornelli
L'area di Fornelli  domina con la sua piana difronte a stintino  è raggiungibile da terra da cala reale o via mare, sbarcando presso il molo omonimo. lasciato  il Centro di Accoglienza, in prossimità del molo , si raggiunge l'ex carcere di massima sicurezza a regime di 41 bis ,Una costruzione , austera e quadrangolare di 8.000 mq . La struttura originaria, risalente alla fine dell'800, fù  modificata da numerosi interventi, tuttavia rimane ancora oggi  l'impianto a doppia corte con le celle disposte nei lunghi bracci e i numerosi spazi interni per l'ora d'aria, che erano continuamente  sottoposti un tempo a continua sorveglianza. Di fronte all'ingresso  si trovano ancora  i  giardini  realizzati tra gli anni 1980 e 1981 dai detenuti dell'anonima sequestri, con aiuole a forma di uccelli  ancore e stelle , ricche di rose e gerani rossi.

Flora e Fauna marina

Le differenze morfologiche che caratterizzano  l’isola dell’Asinara, determinano una varietà elevata di habitat

In particolare, la bassa profondità e pendenza dei fondali orientali e le caratteristiche meteo-marine più miti di questo versante favoriscono lo sviluppo di estese  praterie a Posidonia oceanica, che ne caraterizzano  questa parte dell’isola.
La posidonia è una pianta endemica del Mediterraneo, costituita da fasci di lunghe foglie  riunite . Le foglie più  giovani sono caratterizzate da una colorazione verde chiara, mentre quelle più vecchie hanno una tonalità verde scuro . I rizomi  profondamente intrecciati  formano particolari strutture chiamate "matte", che possono presentare per effetto della corrente, particolari morfologie. Per questo le praterie hanno un ruolo fondamentale contro l’erosione costiera, perchè solidificano i fondali incoerenti e limitando l’azione delle onde  grazie  l’apparato fogliare e l’effetto barriera delle matte.
La consistenza e la struttura delle praterie di poseidonia vengono considerati indicatori di qualità degli ecosistemi costieri per la loro sensibilità nei confronti di  varie attività antropiche come  l'inquinamento, l'erosione costiera, l'aumento della torbidità e l'azione meccanica dovuta a pesca e ancoraggi.
I posidonietti rappresentano un  elevata biodiversità, nelle quali molte  specie bentoniche e nectoniche,  si nutrono, crescono e si riproducono.
Tra I rizomi possono essere riscontrate  varie comunità tipiche degli  ambienti più profondi,come oloturie, stelle di mare le  Pinne nobilis etc etc 
 l’ittiofauna ricchissima e caratterizzata da  diverse specie, tra cui cavallucci marini, pesci ago, labridi,  salpe, orate, boghe e triglie.
Nell’isola si riscontrauna rilevante  presenza di specie importanti come  l’alga rossa Lithophyllum lichenoides e la patella gigante Patella ferruginea. La prima, inclusa nella lista rossa delle specie protette, è in forte regressione in molte aree del Mediterraneo . Anche  la Patella ferruginea è una specie fortemente minacciata, principalmente a causa dell’eccessivo prelievo. Qui   la  Patella ferruginea risulta in buone condizioni e spesso si ritrovano  individui di notevoli dimensioni (sino a 10 cm di larghezza).
ili lungo i fondali rocciosi, troviamo le specie  tipiche della scogliera. Tra queste alcune rivestono un ruolo economico  particolare per la pesca, come nel caso delle corvine, dei dentici, dei saraghi, delle spigole, degli scorfani, etc etc . L’aragosta (Palinurus elephas) è si ritrova  nella fase adulta a profondità comprese tra 15 e 100 mt all'interno  di  anfratti rocciosi e in meno fondo  nella fase giovanile, durante la qualesi la si può osservare  anche nelle praterie di posidonia. Lungo la costa settentrionale  e ormai assodata la presenza, di esemplari di notevoli dimensioni di cernia bruna, a profondità minori di quelle alle quali si ritrova normalmente in altre aree fuori dell'area marina protetta. da segnalare l'importante  presenza della cicala di mare o magnosa (Scyllarides latus) che è stata inserita nella lista delle specie protette  in quanto fortemente minacciata dal prelievo indiscriminato.sono presenti inoltre altre specie come  murene, gronchi e polpi,  la  notevole presenza nelle acque dell' l’isola dell’Asinara di delfini e altri cetacei, tra i quali balenottere e capodogli, hanno fatto si che l'area sia stata inclusa  all’interno del progetto internazionale di conservazione della fauna pelagica del Mediterraneo, denominato Santuario dei Cetacei.
Flora e vegetazione
l'Asinara ha subito negli ultimi anni un intenso uso delle risorse da parte dell'uomo, questo utilizzo ne ha  condizionato in particolare il paesaggio vegetale. Soprattutto nelle zone interne, dove l'isola spesso e volentieri  e stata utilizzata in maniera irrazionale per gli usi agricoli, forestali e zootecnici il territorie e stato parzialmente degradato. Non e semplice poter dare un quadro preciso sulla situazione arborea dell'isola : gli studi botanici sono stati sinora frammentari e non esaurienti, nonostante la grande  l'importanza fitogeografica di molte speciee la straordinaria presenza  di endemismi. Lo studio  Bocchieri risulta essere il più completo il quale ha   segnalato quasi 700 tra specie e sottospecie botaniche. Le famiglie numericamente più presenti  sono le composite, le leguminose  le graminacee e le ombrellifere , rappresentano circa la metà della flora spontanea dell'isola. dal punto di vista paesagistico e  molto suggestivo il variare dei colori che cambiano regolarmente il volto all'isola  come per esempio l'euforbia che dal verde passa al giallo  e poi vira al rosso per poi  ritornare  verde alla successiva primavera.

 

 

La Fauna
Anche la fauna ha subito negli ultimi decenni profonde modificazioni. Le fonti storiche ci riportano una numerosa  presenza di specie importanti da un punto di vista naturalistico come il muflone, il cervo sardo, la foca monaca e il falco pescatore. Nell'isola oggi sono presenti circa  oltre 80 specie di vertebrati terrestri appartenenti alle classi degli Anfibi dei  Rettili degli  Uccelli e dei Mammiferi. Nonostante tutto il  numero non fornisce un'idea dell'importanza che l'isola ha  a livello internazionale per la conservazione e riproduzione della fauna selvatica che vanta  diverse specie rare e in via di estinzione. Fra le entità endemiche  più importanti possono essere ricordate la luscengola, un curioso rettile squamato, la bellissima  lepre sarda e la crocidura rossiccia.; fra le specie sardo-corse la piccola lucertola l' algiroide nano e  il barbagianni di Sardegna, lo scricciolo e  il pigliamosche e lo zigolo nero; nella sottospecie sarda, il quercino e il muflone.
Per quanto riguarda l'icredibile importanza dello stato di conservazione  possono essere segnalate:
-tre specie vulnerabili: uccello delle tempeste, gabbiano corso e sterna comune;
-due specie a status indeterminato: berta maggiore e berta minore;
-sette specie rare: muflone, algiroide nano, lepre sarda, testuggine comune, tarantolino, falco pellegrino, cormorano dal ciuffo;
-tre insufficientemente conosciute: discoglosso sardo, pernice sarda e gazza.

 

 

Foto Veronica Pisu

Foto Veronica Pisu

L'asino bianco dell'Asinara
L'asino bianco....Un inesplicabile arcano,  la scoperta di una delle creature che più caratterizzano l’isola, tanto da ipotizzarne l’origine toponomastica,è l’asinello bianco.. una provenienza  mai definita con certezza,
ha creato nel tempo una innumerevole serie di ipotesi, leggende, miti, fantasie..che lo vedono discendente da asini bianchi importati dall’Egitto…o da quelli grigi per la comparsa del carattere dell’albinismo… o addirittura naufraghi di un vascello diretto in Francia… la sola  cosa certa è che questa specie unica al mondo è patrimonio, bene, ricchezza della nostra isola .